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Domenica, 12 Febbraio 2017 14:31

Santi Faustino e Giovita a Fonteno

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La dedicazione di una chiesa ai patroni di Brescia Faustino e Giovita è un fatto singolare per la diocesi di Bergamo, che va letto alla luce della vicinanza geografica con la diocesi bresciana e dei frequenti rapporti di commercio e allevamento con il Bresciano e la Valle Camonica.

La chiesa di Fonteno venne separata dalla pieve di Solto Collina e costituita in parrocchia con un decreto del vescovo Pietro Lippomani nel 1542.

Del primitivo edificio non sappiamo nulla: le fonti lo dicono in ricostruzione al tempo della visita apostolica di Carlo Borromeo nel 1575 e concluso qualche anno dopo. La chiesa era piccola, ad aula unica di quattro campate e dotata di tre altari. Questo antico oratorio venne in parte abbattuto nel 1881 per far posto all’attuale chiesa, consacrata il 22 marzo 1886. Aperta sulla piazza principale del paese, fu costruita su progetto di Attilio Palvis in stile neogotico lombardo. Nella sua forma odierna raccoglie significative testimonianze della cultura artistica bergamasca degli ultimi decenni.

Santi Faustino e Giovita presenta una facciata a capanna, tripartita da lesene, con rosone centrale e due monofore ogivali, ora murate, entro cui furono inserite nel 1988 le statue di San Faustino e San Giovita dello scultore Mario Toffetti, autore anche della Madonna Assunta posta al culmine della facciata. Il portale è sovrastato da una lunetta con il mosaico raffigurante Gesù che accoglie i fedeli, realizzato nel 1988 da Italo Peresson su disegno di Trento Longaretti.

L’interno ad aula unica è scandito in quattro campate da grossi pilastri a fascio su cui si impostano volte a crociera con costoloni. Le volte sono state affrescate da Michele Frana e dal figlio Carlo tra il 1952 e il 1956 con motivi goticheggianti e tondi raffiguranti Profeti dell’Antico Testamento e i Quattro Evangelisti. Grandi monofore illuminano la navata con vetrate istoriate realizzate nel 1981 da Vincenzo Villa su disegno di Mino Marra.

Sulla controfacciata si trovano due dipinti provenienti dalla vecchia chiesa: un modesto affresco strappato con il Martirio dei santi Faustino e Giovita di ambito bergamasco e una Madonna col Bambino, sant’Antonio di Padova e un offerente databile a metà ‘600. Al di sopra il grande trittico della Resurrezione di Pietro Servalli del 1930.

A destra l’altare dell’Addolorata, realizzato in forme neogotiche nel 1916, conserva una statua della Madonna Addolorata mentre a sinistra si trova l’altare del Rosario, proveniente dalla vecchia chiesa parrocchiale. In marmo nero, databile alla prima metà del XVII secolo e opera degli scultori Selva di Riva di Solto, presenta sul fastigio la Madonna del Rosario tra due Angeli mentre la coeva pala con la Madonna del Rosario è un’opera bresciana vicina ai modi del pittore Grazio Cossali. Di fronte si trova il battistero, realizzato nel 1940 dalla Ditta Clerici di Lovere.

Nel presbiterio l’altare seicentesco, in marmo nero con ricchi intarsi policromi e un paliotto con medaglione raffigurante la Natività, è riconducibile alla bottega dei Manni. Il raffinato intaglio in bosso della portella del tabernacolo con la Deposizione è opera della bottega Fantoni di Rovetta di inizio ‘700 [Itinerario I]. La cornice seicentesca in legno policromo e dorato che contiene la pala con la Trinità e i santi Faustino e Giovita, è opera di ambito bergamasco del XVII secolo.

A partire dagli anni ottanta del ‘900 la chiesa si arricchì di numerose opere di Alberto Meli (1921-2003), artista formatosi a contatto con la scultura d’avanguardia di Hans Richter e Jean Arp, ma capace di elaborare un proprio linguaggio sacro essenziale e naturalistico: all’altare dell’Addolorata è visibile un rilievo in bronzo dorato con Gesù che allevia le pene ai sofferenti (1987); nel battistero un medaglione del Battesimo di Cristo mentre nel presbiterio sono suoi la mensa con il Buon Pastore (1987) e l’ambone con San Giovanni Battista (1988). Allo stesso Meli si devono i disegni delle vetrate del presbiterio, poste in opera nel 1982.

 

Francesco Nezosi

Lunedì, 18 Gennaio 2016 09:32

Ufficio IAT Alto Sebino

La sede dell’Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica (I.A.T.) Alto Sebino si trova a Lovere nella centralissima Piazza 13 Martiri, facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo di trasporto sia pubblico che privato grazie alla sua posizione strategica di collegamento fra la Valle Camonica, l’intero Sebino e la Val Cavallina.

 

Fra i principali servizi offerti ai visitatori vi sono:

  • informazioni e distribuzione di materiale relativo agli aspetti storici, naturalistici, culturali, artistici e sportivi del territorio di competenza e dell’intera provincia di Bergamo;

  • distribuzione di cartine panoramiche dei sentieri e delle escursioni alla scoperta del patrimonio ambientale dell’Alto Sebino;

  • informazioni sulle strutture ricettive e di ristorazione dell’alto lago d’Iseo;

  • informazioni su trasporti e viabilità;

  • informazioni e consegna dei contrassegni adesivi per le imbarcazioni ormeggiate nei porti gestiti dall'Autorità di Bacino Lacuale dei Laghi d’Iseo, Endine e Moro.

 

Il territorio dell’Alto Sebino si trova sulla sponda bergamasca settentrionale del lago d'Iseo, a pochi chilometri di distanza dalle città di Bergamo, Brescia e Milano e dagli aeroporti internazionali di Orio al Serio, Milano-Malpensa e Linate, a cui è collegato da un efficiente servizio di trasporti pubblici.

E’ una terra ricca d’arte, storia, tradizioni e incantevoli paesaggi che spaziano dal dolce e soleggiato pendio della Collina all’incontaminata pineta di Bossico, dallo splendido altopiano di Fonteno al suggestivo spettacolo del l’Orrido del Bogn, vertiginose pareti di roccia che finiscono a strapiombo nel lago. Molti i punti panoramici a Castro e nelle frazioni di Rogno, Fonteno e Costa Volpino, paese da cui ha inizio la frequentata pista ciclabile con il moderno ponte sul fiume Oglio.  

Particolarmente rinomata è la cittadina di Lovere con il suo Porto Turistico, il notevole e ben conservato borgo antico, fra i più belli d’Italia, le imponenti chiese e gli splendidi palazzi. Tra questi, il più importante è il palazzo che ospita la Galleria dell’Accademia Tadini, al cui interno sono conservate alcune preziose opere di Antonio Canova.

Crescente infine l’interesse per il sistema di grotte “Bueno Fonteno”, per la riserva naturale “Valle del Freddo” e per le variegate proposte sportive e del tempo libero.

Pubblicato in Uffici turistici
Mercoledì, 28 Ottobre 2015 15:44

Sentiero panoramico "Natura del Sebino"

A Riva di Solto, a pochi metri di distanza dal campeggio "Trentapassi", lungo la Strada Provinciale 77 si imbocca la vecchia mulattiera che conduce alla località Xino di Fonteno. Qui le indicazioni CM1 conducono su un'altra mulattiera in acciottolato che incrocia Ia strada principale verso Fonteno. Arrivati nella piazza del paese, si prende la prima via a destra e si sale verso il municipio. Si lascia quindi la strada asfaltata per immettersi, mantenendo sempre la destra, su una strada di sabbia bianca che prosegue pianeggiante per un lungo tratto per poi scendere verso l'abitato di Solto Collina. Si continua a camminare fino a raggiungere di nuovo la strada asfaltata e il fontanino di Sales, dov'è possibile effettuare una piacevole sosta e godere della frescura tipica del posto. Riprendendo il cammino, si imbocca Ia strada sterrata nei pressi di una santella e si prosegue passando da via Dosso. Lungo il sentiero si incontra via Campaer che attraversa l'intero centro storico di Solto Collina e conduce in piazza Canzanico. Percorsa la strettoia a sinistra, si imbocca via dell'Orsolino e si prosegue per la Val Doia percorrendo il sentiero sterrato dalla località "Canta l'Oc". Attraversata una piccola valletta ci si trova nuovamente sulla strada provinciale e, in poco tempo, nelle vicinanze di Esmate, frazione di Solto Collina. Giunti nel piccolo borgo, ci si dirige verso il cimitero camminando lungo la via Monte Clemo in direzione della località Cerrete. Una volta raggiunto l'oratorio di S. Rocco, si svolta a destra sul sentiero che sale e si arriva a S. Defendente, sosta d'obbligo per godere Ia bellezza dell'incantevole paesaggio circostante, con suggestive vedute su tutto il lago d'Iseo e su Monte Isola. Si scende quindi verso Solto Collina mantenendo la sinistra e si procede per una strada sterrata fino a raggiungere la via comunale asfaltata.Tenendo la sinistra per una ventina di metri e deviando poi a destra, si raggiunge il piccolo abitato della località Furmignano. Scendendo, in prossimità di una serra, si prende il sentiero a sinistra verso la località Apostoli. Al bivio, si devia a sinistra e si segue la strada asfaltata; dopo cinquecento metri, in prossimità dell'acquedotto, si svolta a sinistra, addentrandosi in un piccolo bosco che conduce alla frazione Zorzino di Riva di Solto fino a via Cimitero. Da quì si raggiunge l'anello che riconduce al punto di partenza del percorso.

Pubblicato in Trekking e passeggiate

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